Pubblicato: venerdì 7 agosto 2020
Photo: Ansa
​Panzane e pinocchi: 11 errori estivi dei politici italiani

Anche in questa prima metà dell’estate non sono mancate le dichiarazioni false, fuorvianti o scorrette dette dai politici politici italiani. Da paragoni poco realistici tra mutui e Recovery Fund, alla regolarizzazione di «tutti i clandestini» presenti in Italia, passando per numeri esagerati sulle prenotazioni in Liguria o sui risultati del reddito di cittadinanza: ecco le migliori “Panzane pazzesche” e i “Pinocchio andante” di questa estate, lungo tutto l’arco parlamentare.

Le “Panzane pazzesche”

Bonafede non ha “premiato” i detenuti rivoltosi e punito gli agenti

L’11 giugno il deputato di Fratelli d’Italia (e responsabile Giustizia del suo partito) Andrea Delmastro ha sostenuto che il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede (M5s) abbia premiato i carcerati che si erano resi protagonisti delle rivolte scoppiate lo scorso marzo con un provvedimento definito “Svuota-carceri”, mentre gli agenti della polizia penitenziaria (in particolare, del carcere di Santa Maria Capua Vetere in provincia di Caserta) sono stati raggiunti da avvisi di garanzia.

È un’affermazione infondata. Il cosiddetto “Svuota-carceri” è un provvedimento contenuto nel decreto “Cura Italia” che ha modificato alcuni dettagli della legge, già esistente, che permette a certi detenuti di scontare gli ultimi 18 mesi di pena ai domiciliari. Il “Cura Italia” ha esplicitato chiaramente che la misura non si applica a coloro che hanno partecipato alle rivolte.

Bonafede, inoltre, non sembra aver avuto alcun ruolo nell’invio, da parte dei pm, degli avvisi di garanzia agli agenti della polizia penitenziaria coinvolti nelle indagini legate a presunte violenze sui detenuti avvenute successivamente alle proteste dei carcerati.

Il paragone tra banche e Ue del leghista Durigon è un autogol

Il 22 luglio, ospite a Sky Tg24 Economia, il deputato leghista Claudio Durigon ha detto che la concessione di un mutuo da parte di una banca non vincola il cliente all’effettivo acquisto di un immobile. Questo paragone dimostrerebbe l’inaccettabilità delle condizioni imposte dall’Unione Europea per l’accesso al Recovery Fund (o meglio, il Next Generation Eu), che prevede che il piano di spesa degli Stati che chiedono le risorse sia approvato preventivamente dalla Commissione europea.

I mutui però non funzionano come dice Durigon: la banca, infatti, prima di concedere un mutuo, fa estesi controlli sull’immobile in questione e sul merito creditizio del cliente, e pone vincoli – come l’ipoteca sull'immobile stesso – ben più stringenti di quelli previsti per il Recovery Fund.

Le prenotazioni turistiche in Liguria non sono «centuplicate»

Il 28 luglio il governatore della Liguria Giovanni Toti (fondatore del partito di centrodestra Cambiamo!) ha detto che nel 2020 le prenotazioni turistiche nella sua regione sono «quasi centuplicate», facendo registrare un aumento del 4.600 per cento rispetto all’anno precedente.

I numeri riportati da Toti arrivano da un comunicato stampa rilasciato sul sito di Belvilla, un’organizzazione che affitta case per vacanze, e relativo al solo mese di giugno. Sono quindi dati estremamente limitati, che non considerano l’insieme delle strutture ricettive presenti in Liguria o l'intero periodo estivo.

Inoltre, se davvero le prenotazioni fossero aumentate del 4.600 per cento la Liguria oggi starebbe accogliendo decine di milioni di turisti: numeri impossibili.

In Italia non nascono sempre più stranieri

Il deputato leghista Gianluca Cantalamessa il 30 luglio ha sostenuto che in Italia nascano «sempre più stranieri».

Non è vero. I nati da genitori entrambi stranieri (e, pertanto, stranieri a loro volta per via dello ius sanguinis che vige in Italia) nel 2019 sono meno di dieci anni fa e sono in calo costante dal 2012, complessivamente del 20 per cento circa. Dal 2012 al 2019, inoltre, la loro percentuale sul totale dei nuovi nati in Italia è stabile intorno al 15 per cento.

I “Pinocchio andante”

Salvini sbaglia su quota 100 e nuovo lavoro per i giovani

Ospite a Radio Anch’io il 17 giugno, il leader della Lega Matteo Salvini ha detto che “quota 100” ha consentito a 300 mila italiani di andare in pensione anticipata e ad «altrettanti giovani» di cominciare a lavorare.

Entrambe le affermazioni sono sbagliate. Tra 2019 e 2020 i beneficiari di “quota 100” sono stati circa 180 mila – 150 mila il primo anno, e una stima di 30 mila per il secondo – di cui il 30 per cento non erano lavoratori (e quindi non hanno liberato posti per i giovani).

Inoltre, anche la Banca d’Italia ha affermato che la sostituzione tra pensionati e nuovi assunti nel periodo 2020-2022 sarà solo parziale.

È sbagliato dire che la Ue abbia chiesto tagli alla sanità (ma l’austerity ha fatto la sua parte)

Il 30 giugno, durante un’intervista con La Stampa, il ministro degli Esteri Luigi di Maio (M5s) ha affermato che negli anni dell’austerity, cioè all’incirca tra il 2011 e il 2013, l’Unione europea ha chiesto di fare tagli alla sanità.

Le cose non stanno così: dopo la crisi dei dei debiti sovrani del 2010 la spesa sanitaria italiana ha cominciato a calare in percentuale al Pil (continuando comunque a crescere in valore assoluto), anche per rispettare i vincoli di bilancio europei, ma questa riduzione di risorse per la sanità non è stata chiesta nello specifico da Bruxelles. In dieci anni di raccomandazioni della Commissione europea all’Italia infatti non è mai stato suggerito alcun taglio alla sanità.

Lo scenario dei «150 mila» in terapia intensiva: dove sbaglia Renzi

In un’intervista con Repubblica, il 25 giugno il leader di Italia Viva Matteo Renzi ha definito «follia» e «fake news» un’affermazione del Comitato tecnico scientifico, istituito dal governo per fronteggiare l’emergenza Covid-19, secondo cui «se avessimo riaperto avremmo avuto 150 mila malati gravi a giugno».

Lo scenario è stato realmente prospettato dai consulenti del governo, ma questo era il peggiore su 49 ipotesi formulate, e si riferisce a una situazione in cui tutte le attività fossero riprese senza alcun controllo o limitazione. Uno scenario teorico, dunque, che non è mai stato preso in considerazione come realistico dagli esperti del Comitato.

No, il governo non regolarizzerà «tutti» gli immigrati irregolari

Durante la manifestazione del 4 luglio a Roma, la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni ha detto che con la «sanatoria» contenuta nel decreto “Rilancio” il governo intende regolarizzare tutti i clandestini presenti in Italia.

Non è vero: il decreto “Rilancio” ha introdotto la possibilità di regolarizzare una parte degli immigrati irregolari attivi nei settori dell’agricoltura, della cura della persona e del lavoro domestico. Secondo le stime, i potenziali beneficiari della misura sarebbero circa 220 mila persone: un terzo di tutti gli irregolari nel nostro Paese, stimati essere tra i 560 e i 690 mila.

No, Lamorgese non ha fatto il 600 per cento di rimpatri in più rispetto a Salvini

Il 20 luglio il viceministro dell’Interno Matteo Mauri (Pd) ha detto che con l’attuale ministra Lamorgese i rimpatri sono aumentati del 600 per cento rispetto a quando il Viminale era guidato da Matteo Salvini.

Mauri sbaglia, perchè la percentuale del «600 per cento» è riferita all’aumento dei ricollocamenti dei migranti dall’Italia ad altri Paesi europei, e non ai rimpatri (cioè il trasferimento forzato del migrante nel suo Paese d’origine).

Dopo la pubblicazione del nostro articolo il viceministro ha contattato Pagella Politica, ha ammesso l’errore e ha quindi corretto la sua dichiarazione.

No, il reddito di cittadinanza non ha fatto uscire dalla povertà assoluta 1,7 milioni di famiglie

Intervistato da Repubblica il 25 giugno, il sottosegretario all’Interno Carlo Sibilia (M5s) ha affermato che grazie al reddito di cittadinanza 1,7 milioni di famiglie sono uscite dalla povertà assoluta.

Non è così: nel 2018, quindi prima dell’introduzione della misura, le famiglie in povertà assoluta erano 1,822 milioni. Il numero è sceso a 1,674 milioni nel 2019: una riduzione di circa 150 mila famiglie.

Inoltre, dato che le famiglie beneficiarie del Rdc sono 1,3 milioni (dati aggiornati al 7 luglio 2020), è matematicamente impossibile che 1,7 milioni siano uscite dalla povertà assoluta grazie a questa misura.

Negli Stati Uniti la polizia uccide i neri più dei bianchi? Che cosa dicono i numeri

Il 9 giugno il deputato leghista Gianluca Cantalamessa ha sostenuto che negli Stati Uniti il «40 per cento» delle persone uccise dalla polizia sono bianche, mentre i neri rappresentano il «15 per cento».

Secondo i dati del Washington Post, è vero che nel 2019 i poliziotti in servizio hanno ucciso con arma da fuoco 405 persone bianche (il 40 per cento del totale) e 249 afroamericane (non il 15, ma il 25 per cento del totale).

È però anche vero che, se rapportati alla popolazione, questi omicidi risultano accadere nei confronti dei neri con un’incidenza più che doppia rispetto ai bianchi.

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