Pubblicato: mercoledì 6 marzo 2019
Podcast: Chiare, fresche e… polemiche acque

Il dibattito politico torna su un tema di cui si è spesso parlato in passato: l’acqua pubblica. Il ruolo dei privati è eccessivo? Quali modelli funzionano e quali no?

La proposta di legge a firma dell’onorevole Federica Daga (M5s) sull’acqua pubblica ha fatto riemergere la questione. Secondo quanto si apprende da alcune fonti di stampa, la proposta prevede un ritorno del pubblico nella gestione delle acque.

Sul tema la maggioranza è divisa, con Lega e M5s che esprimono posizioni divergenti. Ma le critiche più aspre sono giunte ovviamente dall’opposizione. Luigi Marattin, esponente del Pd, ha stigmatizzato le “bufale” del M5s su “l’acqua privata” in un lungo post su Facebook dove, tra le altre cose, ha dichiarato che «ad oggi, il 97,6 per cento della popolazione italiana è servita da soggetti pubblici o in maggioranza pubblici. Solo poco più del 2 per cento di italiani ricevono l’acqua da gestori privati». Alberto Zolezzi, deputato del M5s, ha replicato che «chi sostiene che in Italia l’acqua sia già in mano pubblica dice il falso: 30 milioni di cittadini sono serviti da aziende che vedono soggetti privati tra i loro azionisti».

Ci siamo occupati di recente di chi abbia ragione tra i due: nell’ultima puntata del nostro podcast abbiamo approfondito la questione con Giordano Colarullo, direttore generale di Utilitalia.

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