Pubblicato: giovedì 1 gennaio 1970
2 anni di Pagella Politica

Il 3 ottobre 2012 abbiamo lanciato questo sito con la speranza di offrire uno spazio online dove si parlasse di attualità a partire e non a prescindere dai dati. Eravamo partiti senza grandissime aspettative, spinti più dalla nostra curiosità che da obiettivi di larghe vedute. Da allora il progetto Pagella Politica è cresciuto in maniera sostanziale, grazie anche al contributo dei lettori e di chi ha voluto collaborare con noi. Siamo onorati del fatto che il nostro lavoro sia stato ripreso, tra gli altri, da La Stampa, Il Corriere della Sera, The Economist, The Washington Post, The Wall Street Journal nonché numerosi programmi televisivi tra cui Virus - Raidue e Otto e Mezzo:

Speriamo di poter rendere Pagella Politica un sito sempre più professionale ed utile. Il rinnovo della grafica del sito che vedrete nei prossimi mesi è volto a offrirvi non solo un formato più piacevole per leggere i nostri fact-checking, ma anche un archivio di dati da consultare e navigare con facilità, oltre ad una sezione blog dedicato all'approfondimento tematico.

Oggi, per festeggiare, vi e ci regaliamo una panoramica accuratamente selezionata di alcune delle migliori smentite di questi due anni.

Le panzane dell’anno 2012 e 2013
Scelte da voi utenti tramite un sondaggio, queste sono le due panzane pazzesche più votate rispettivamente per gli anni 2012 e 2013.

Berlusconi e il peso dell’Italia in Europa: quando il leader di Forza Italia (e dell’allora Pdl) parlava di un fantomatico “attivo” di 6.600 miliardi di euro e dell’Italia “seconda economia più solida dopo la Germania” siamo dovuti intervenire per forza.

Grillo sulla crescita del Pil e i suoi effetti: secondo il leader del Movimento 5 Stelle la crescita economica “non dà posti di lavoro, li toglie”. Ha incautamente portato la Germania come esempio, facendo parecchio confusione con i numeri reali.

Le panzane attuali

Queste sono le migliori panzane sugli argomenti più attuali e di tempi più recenti.
Renzi e la crescita dell’occupazione: il Premier è ansioso di riportare dati economici positivi da poter intestare in qualche modo all’azione di governo. Purtroppo, però, il numero di occupati non è aumentato, e sembra che il Presidente del Consiglio stia facendo confusione con qualcos’altro.
Di Maio, gli immigrati e la tubercolosi: secondo il vice presidente della Camera sarebbero addirittura migliaia i poliziotti che avrebbero contratto la tubercolosi soccorrendo gli immigrati. Un numero decisamente esagerato che richiedeva una sonora smentita.
Salvini, l’euro e la crescita economica: per il leader della Lega Nord l’euro è causa di tutti i mali, e gli unici Paesi europei che sono cresciuti sono quelli che hanno mantenuto la loro moneta. Cosa ovviamente non vera, se confrontiamo i dati Eurostat.
Brunetta e l’articolo 18: Brunetta afferma che la reintegra in seguito a licenziamento illegittimo avviene solo in Italia. Indovinate un po’ cosa abbiamo scoperto?

Le panzane ‘virali’

Queste sono le panzane, le frottole, le bufale che girano con più insistenza sulla rete e nel circuito mediatico. Non importa quante volte le smentiamo, quante persone lavorino alacremente nel dissuadere l’opinione pubblica che no, non è così. Tornano sempre a galla.

Il “Fiscal Compact” ci costerà 50 miliardi di euro di tagli ogni anno: specialmente in vista delle elezioni europee diversi esponenti politici hanno fatto a gara nel preconizzare i devastanti tagli alla spesa pubblica che si abbatteranno sull’economia italiana nei prossimi decenni. Da 40 a 50 miliardi di euro all’anno, l’interpretazione è sempre la stessa: per rientrare nei suoi parametri di debito l’Italia dovrà operare dei tagli lineari alla spesa pubblica ogni anno fino al raggiungimento del traguardo. Interpretazione decisamente sbagliata.
La corruzione italiana costa 60 miliardi di euro all’anno: Italia Paese corrotto, Italia Paese infettato dal malaffare. Siamo tutti d’accordo, ma le stime sui costi del fenomeno sull’economia del Belpaese sono non solo esagerate, ma praticamente inventate. Ci sono cascati tutti, da politici nostrani (più o meno popolari) alla insospettabile Commissione Europea. Scoprite perché e in quale modo si è diffusa questa cifra.
Con l’euro i prezzi sono raddoppiati: è dal 2002, anno della sostituzione materiale della lira con la nuova valuta, che gira questo refrain secondo cui con l’euro tutti i prezzi sono raddoppiati. A quanto pare non è proprio così, e ce lo dicono un po’ tutti – dall’Istat, all’Eurostat, fino al Codacons.
Un giovane su due è disoccupato: ogni volta che l’Istat aggiorna all’insù il dato sulla disoccupazione giovanile molti politici (e giornali) si affrettano a dire che “quasi un giovane su due è disoccupato”. Scoprite perché questa interpretazione è non solo sbagliata, ma decisamente catastrofista.

Le panzane più creative
Queste sono le panzane che hanno stupito pure noi. Quelle che, mentre le verificavamo, generavano le seguenti domande: “ma dove l’avrà preso questo numero?” o “ma perché sostiene una cosa così assurda?”.

Meloni confonde la Scozia con l’Irlanda: secondo la leader di Fratelli d’Italia quello che maggiormente differenzia la Scozia dall’Inghilterra è che “gli scozzesi sono cattolici, gli inglesi no”. Temiamo che abbia fatto confusione tra Edimburgo e Dublino.
Il Lazio, la Sicilia e il patrimonio Unesco: i governatori di Sicilia e Lazio sono giustamente orgogliosi delle Regioni che presiedono. Ma l’orgoglio può anche dare alla testa e renderci ciechi all’evidenza. Così Crocetta e Zingaretti sostengono che la Sicilia ed il Lazio abbiano, rispettivamente, un terzo e un quarto del patrimonio culturale del mondo. Lasciandone meno della metà per tutti gli altri.
Roberto Fico e le 10 multinazionali più grandi del mondo: per qualche motivo Roberto Fico era convinto che le 10 multinazionali più grandi del mondo operassero tutte nel settore delle telecomunicazioni – è bastato consultare la classifica Forbes per capire che questa affermazione era parecchio lontana dalla realtà.
Grillo, Facebook e Whatsapp: il leader del Movimento 5 Stelle sosteneva come la società di Mark Zuckerberg avesse acquistato Whatsapp in cambio di azioni senza valore e senza dare soldi. Rimane da chiedersi chi gli abbia dato queste informazioni.
Renzi e la produzione dell’iPhone: tocca ora al Presidente del Consiglio fare scivoloni in campo tecnologico. Renzi sostiene infatti che “nessun pezzo dell’iPhone viene dall’America”. Scoprite invece quale pezzo del famoso prodotto della Apple viene prodotto negli Stati Uniti.

Insomma, la panzana pazzesca vive e fiorisce in qualsiasi momento, occasione e circostanza politica ed elettorale. Certo, ci teniamo in ogni modo a rassicurare i lettori ed affermare che, secondo la nostra esperienza, tutti i politici dicono, la maggior parte delle volte, la verità o una versione sfumata e “ritoccata” di questa. Insomma, non vi mentono ogni giorno.

Detto ciò, cominciamo a notare i primi timidi segnali di impatto della nostra opera. Recentemente, su uno dei programmi ai quali partecipiamo, uno dei politici invitati è stato costretto a ritrattare su una sua “bugia”, dopo essersi confrontato con la nostra verifica. Ha concluso scusandosi e ringraziando il servizio: probabilmente adesso ci penserà due volte prima di affermare nuovamente delle simili inesattezze. Onore a lui e a tutti voi che, sostenendoci, avete fatto in modo che questo succedesse.

Logo
Logo
Logo
Logo