Pubblicato: giovedì 1 gennaio 1970
Virus 2013/2014 Puntata 15 - Factchecking sui sindacati

9 maggio 2014 - Nella puntata di oggi verifichiamo una dichiarazione vecchia ma pur sempre attuale del premier Matteo Renzi sui sindacati italiani.

Matteo Renzi: “Abbiamo un sistema di sindacato che è fondamentale e cruciale in una democrazia che però è il più numeroso d’occidente”

Per determinare se la dichiarazione è vera o falsa bisogna prima capire cosa intenda Renzi parlando di “sistema di sindacato”. È probabile che si riferisca non solo al numero di dipendenti del sindacato ma al numero complessivo di tutti gli iscritti al sindacato. Partiamo dai dipendenti. Secondo i dati OCSE il sistema sindacale dà lavoro in Italia a circa 17 mila persone. È un numero ragguardevole, ma inferiore agli organici dei sindacati statunitensi, tedeschi, inglesi e francesi.

Ma, se Renzi si riferisce al numero di iscritti al sindacato, è vero che è “il più numeroso d’Occidente”? Vediamo i Paesi occidentali con il maggior numero di tesserati, usando i dati delll'ETUI, l'Istituto di ricerca della confederazione internazionale dei sindacati. Vediamo che l’Italia con 12 milioni di iscritti è seconda per numero di iscritti tra i Paesi occidentali. E potrebbero essere anche di più: i numeri complessivi degli iscritti italiani non si conoscono con certezza, l'ETUI indica che il numero si aggira tra i 12 e i 15 milioni. Anche usando il limite inferiore. Gli iscritti sono pochi meno dei 16 milioni degli Usa dove però la popolazione è 5 volte quella italiana. I tesserati sono quasi il doppio di quelli tedeschi e inglesi, e almeno sei volte tanti dei francesi.

Sembrerebbe quindi che Renzi abbia ragione ma dobbiamo ricordare che una gran parte degli iscritti al sindacato non è composta da lavoratori ma da pensionati. L’incidenza dei lavoratori sul totale degli iscritti al sindacato è molto più bassa in Italia che in altri parti d’Europa. Sempre secondo l'ETUI, mentre in Inghilterra, Spagna, Francia e Germania più dell’80% degli iscritti ha un lavoro, questa proporzione è di circa il 50% in Italia.

% di lavoratori sul totale degli iscritti ai sindacati
REGNO UNITO – 90%
SPAGNA – 86,8%
FRANCIA – 82%
GERMANIA – 80%
BELGIO – 69,9%
ITALIA – 50%

Quindi il luogo comune che i nostri sindacati rappresentano solo i pensionati sembra trovare riscontro nei dati. Abbiamo visto che la struttura sindacale - cioè i dipendenti del sindacato - non è tra le più grandi. Ma è vero che il numero di iscritti è il più grande d’Europa, e di poco inferiore al numero degli Stati Uniti che pure ha una popolazione 5 volte quella americana. Per Pagella Politica questa dichiarazione si merita un "Vero".

Passiamo a una dichiarazione che su cui non possiamo fare factchecking ma che vale la pena investigare perché riguarda comunque la disponibilità o meno dei dati.

Matteo Renzi “I sindacati devono iniziare a mettere online tutte le spese che hanno”

Dipende quanto in dettaglio, e quali sindacati. Da una ricerca sui relativi siti abbiamo trovato i bilanci di CGIL, CISL e UIL. Sono documenti abbastanza generici organizzati per macroaree, non ci sono sicuramente le spese voce per voce, ma ci sono. Renzi probabilmente intendeva un dettaglio di spesa maggiore. Indicare per esempio più chiaramente gli “Oneri di tipo politico-organizzativo” che è una delle voci del bilancio CGIL, per sapere in cosa si spendono i fondi dei sindacati. Inoltre, questi sono bilanci di gestione, mancano dei bilanci consolidati che facciano capire il vero senso del giro di affari se così vogliamo dire che fa capo ai sindacati: i valori degli immobili o il costo dei dipendenti in distacco sindacale dai loro datori di lavoro.

Si tratta di numeri che sono usciti, ma sono stime fatte e poi ripetute dai giornali (Espresso, Messaggero, Corriere). Si parla di un bilancio complessivo dei tre principali sindacati pari a 1,2 miliardi, mentre i tre bilanci messi online si limitano a 75 milioni. Ma sono illazioni che non riusciamo a verificare. Ben venga la trasparenza, nei sindacati come altrove.

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