Pubblicato: giovedì 1 gennaio 1970
Virus 2013/2014 Puntata 14 - Factchecking sull'Europa

2 maggio 2014 - Nella puntata di oggi parliamo di alcune dichiarazioni di personaggi politici e alcuni luoghi comuni sull'Unione europea.

LUOGO COMUNE #1 - “I burocrati dell’Unione europea sono tantissimi”

L’Unione europea è una realtà sui generis quindi non possiamo confrontarla con altre istituzioni uguali. Ma proviamo a confrontarla con istituzioni pubbliche di uno Stato Membro. L’istituzione europea con più dipendenti è la Commissione, 34.000. Se gli aggiungiamo i dipendenti del Parlamento, del Consiglio, della BCE della Corte dei Conti e di Giustizia…sono comunque molti meno dei dipendenti comunali di una Regione italiana, la Lombardia.

Anche se le competenze sono molto diverse, considerando che la colonna di destra serve 28 Stati Membri e quella di destra solo una Regione, i loro numeri non sembrano poi così eccessivi.

Jean-Claude Juncker: "Tra 30 anni nessun Paese europeo sarà seduto al tavolo del G7"

Si parla del nostro continente come uno in declino: è vero che conteremo sempre meno? Ricordiamo che il G7 è il gruppo delle 7 economie industrializzate più grandi del mondo. O almeno, lo era nel 1975 quando si riunì per la prima volta. Nella grafica vediamo che tra i 7 ci sono 4 Paesi UE: la Germania, la Francia, il Regno Unito e l’Italia. A loro si aggiungono gli USA, il Giappone e il Canada.

La situazione è destinata a cambiare… Le proiezioni economiche però ci dicono che se si ricalcolasse il G7 nel 2050 il gruppo avrebbe un aspetto molto diverso. Vediamo che secondo la PwC nel 2050 a parità di potere d'acquisto tra le 7 economie più grandi al mondo le europee scompaiono, scalzate da India, Brasile, Russia e Messico. Juncker intendeva che il peso relativo delle singole economie europee nel mondo è destinato a ridursi e che conviene quindi fare ‘squadra’. Al di là di cosa uno possa pensare a riguardo, i dati che cita trovano riscontro nelle proiezioni economiche.

Chiudiamo con una diceria particolarmente comune: è vero che con l’euro sono raddoppiati i prezzi?

#LUOGO COMUNE 2 - “I prezzi con l’euro sono raddoppiati”

Questo è il classico luogo comune sull’euro. Sfruttando la confusione sulla moneta unica commercianti disonesti avrebbero aumentato i prezzi tanto che invece di 2.000 lire per un euro la relazione fosse di 1.000 lire per un euro. Vediamo se è andata così.

La linea blu è l’andamento dei prezzi fatto 100 i prezzi nel 2001. La linea rossa tratteggiata è il livello che avrebbero dovuto raggiungere se fossero raddoppiati. Vediamo che in 12 anni siamo rimasti ancora ben lontani da quella linea. Un ipotetico paniere di prodotti acquistabile per 100€ nel 2001 oggi costa 131€. Abbiamo provato a scorporare l’andamento dei prezzi per alcune categorie particolarmente sensibili. Vediamo nella grafica nei vari colori varie tipologie di prodotto. I trasporti sono aumentati di più: del 50% in 13 anni, mentre i vestiti sono aumentati del 12% circa, il cibo e le bevande circa il 35%. Insomma: aumenti variabili ma ben lontani da un raddoppio.

Solo andando nel microscopico si riesce a trovare singoli prodotti i cui prezzi sono raddoppiati. Un’indagine Codacons di due anni fa aveva visto raddoppiare i prezzi di alcuni beni come la pizza margherita, la penna a sfera e il cono gelato. Ma su 100 prodotti studiati, solo una decina erano raddoppiati, mentre il resto no tra cui beni quotidiani come il latte, il parmigiano, il caffè al bar.

Inoltre, se vediamo gli anni prima dell’introduzione dell’euro nel 2002 non è che vediamo dei prezzi fermi. Anzi l’andamento era più o meno identico. I prezzi complessivamente dall’introduzione dell’euro sono aumentati del 30%, in linea con quanto era successo prima. Il luogo comune è falso.

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