Pubblicato: giovedì 1 gennaio 1970
Virus 2013/2014 Puntata 12 - Le previsioni del DEF

11 aprile 2014 - Nella puntata di oggi parliamo del Documento di Economia e Finanza (DEF) presentato martedì dal premier Renzi e dal Ministro dell'Economia Padoan.

Nel DEF 2014 vediamo che il governo prevede per l'anno in corso (a) una crescita pari allo 0,8%; (b) un rapporto deficit/Pil in miglioramento rispetto al 2013 (da -3,0 a -2,6%), e (c) un ulteriore aumento del debito pubblico che dovrebbe raggiungere il 134,9%.

Traendo spunto da alcune dichiarazioni passate dei politici che monitoriamo e dal più recente articolo dei ragazzi di Youtrend, siamo andati a vedere fino a che punto le previsioni fatte dai DEF negli anni siano state ottimistiche e quanto spesso invece si siano avverate. Per farlo ci siamo affidati ai DEF (2011, 2012, e 2013) ed ai precedenti DPEF (2008, 2009) e RUEF (2010). Sigle noiose a parte, si tratta semplicemente di vedere quanto le stime fatte dal governo tra aprile e giugno combaciassero con il risultato effettivamente riscontrato a fine anno (usando i dati Eurostat per crescita, debito pubblico e deficit fino al 2012, il Winter Forecast per il 2013).

Partiamo dal debito pubblico. Nella grafica vediamo in blu le previsioni del MEF, in arancione invece vediamo il valore effettivamente registrato a fine anno. Il debito pubblico si è rivelato in media 1,8 punti più gravoso delle previsioni. Le stime hanno sempre sottostimato il valore del debito, rivelandosi quindi ottimistiche.

Vediamo come sono andate le previsioni del deficit. Qui come prima in blu vediamo le previsioni a inizio anno e in arancione i dati reali registrati a fine anno. In questo caso in ben due occasioni - il 2010 e il 2011 - le stime per il deficit erano addirittura più negative del dato reale. Fatta eccezione del 2012 quando il deficit effettivo (3%) fu quasi il doppio di quello stimato (1,7%) in realtà vediamo un buon allineamento tra la stima e il dato reale. Vedi ad esempio nel 2011 il deficit stimato era del 3,9% e si è rivelato il 3,8% o il 2013 quando alla stima del 2,9% di deficit è seguito un valore effettivo di 3%.

Sulla crescita le previsioni se la sono cavata meno bene. Nella grafica vediamo nel consueto blu la previsione e in arancione il dato reale. Vediamo che ogni anno tranne il 2010 la stima di inizio anno del Ministero dell’Economia si rivela più ottimistica, anche in maniera marcata, del dato a fine anno. Nel 2011 la crescita del Pil stimata (+1,1%) era quasi il triplo di quella avveratasi (+0,4), mentre nel 2012 l’economia si è ridotta del doppio di quanto stimato, -2,4 rispetto alla stima di -1,2%. Queste previsioni sono complesse da effettuare e servono come orizzonte indicativo. E in parte essere ottimisti nelle stime può avere un effetto sulle aspettative delle persone e quindi essere anche uno strumento per dare fiducia ai consumatori ed alle imprese. Detto ciò le stime negli ultimi anni si sono rivelate quasi sempre ottimistiche.

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