Pubblicato: venerdì 8 ottobre 2021
Photo: Ansa
Davvero 110 mila banchi a rotelle sono stati ritirati perché a «rischio incendio»?

Uno dei provvedimenti più discussi del precedente governo Conte è stato l’acquisto per le scuole dei cosiddetti “banchi a rotelle”, più precisamente chiamati “sedute innovative”. E ancora oggi l’ex ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina (Movimento 5 stelle) continua ad essere criticata per questa vicenda.

Secondo diverse testate, oltre centomila dei cosiddetti “banchi a rotelle” sarebbero stati infatti ritirati da alcune scuole perché «infiammabili». La notizia è stata subito ripresa sui social da diversi leader di partito. «110.000 banchi a rotelle inutilizzati perché non in regola con l’antincendio. Chi pagherà?», ha scritto su Twitter il 4 ottobre il leader di Italia viva. Secondo il segretario della Lega Matteo Salvini, stiamo parlando di «soldi buttati» e «studenti truffati», mentre per la presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni, con il ritiro di questi banchi «milioni di euro degli italiani» sono stati «gettati al vento».

In risposta, il 4 ottobre l’ex ministra Azzolina si è difesa con un video su Facebook dalle «notizie false» su questa vicenda. Secondo l’ex ministra, i banchi in questione né sarebbero “a rotelle”, ma «banchi tradizionali monoposto», né sarebbero «infiammabili», ma ritirati perché di una misura diversa da quella ordinata dai dirigenti scolastici.

Abbiamo verificato e sia Azzolina che i suoi critici commettono degli errori. Ricostruiamo nel dettaglio come si è sviluppata davvero questa vicenda, facendo un passo indietro all’anno scorso.

Un riassunto delle puntate precedenti

Il 20 luglio 2020 il commissario straordinario per l’emergenza Domenico Arcuri aveva indetto un bando per l’acquisto di un numero stimato di 3 milioni di banchi monoposto, la metà dei quali era con seduta tradizionale e l’altra metà con seduta innovativa (i “banchi a rotelle”). Il bando era stato pubblicato prima che gli uffici del Ministero dell’Istruzione avessero rilevato le necessità sui banchi delle singole scuole, dunque su numeri non definitivi. Le richieste arrivate dai dirigenti scolastici infatti furono poi diverse da quelle prospettate nel bando: due milioni di banchi monoposto tradizionali e poco più di 440 mila banchi a rotelle (il 18 per cento del totale).

Alla luce di questi numeri, il 12 agosto 2020 la struttura commissariale di Arcuri aveva annunciato di aver concluso le procedure per la fornitura dei banchi monoposto tradizionali richiesti, definendo undici contratti con aziende italiane e straniere. Tra queste c’era anche la ditta portoghese Nautilus, finita al centro delle polemiche negli ultimi giorni.

Di che banchi stiamo parlando

Il 21 settembre l’attuale commissario straordinario Francesco Paolo Figliuolo ha infatti determinato in 136 istituti scolastici il ritiro dell’arredo scolastico acquistato da Nautilus, a causa di una «non conformità alle normative antincendio», senza specificare il numero di banchi in questione. Ma quale tipologia di banchi sono stati forniti dalla ditta portoghese e perché non sono stati ritenuti conformi agli impegni presi?

Come riporta una delibera di marzo 2021 dell’Autorità nazionale anticorruzione (Anac), prima dell’avvio dello scorso anno scolastico il commissario Arcuri aveva firmato con la ditta portoghese un contratto per la consegna di 100 mila banchi monoposto e 70 mila sedute di tipo tradizionale, per un valore complessivo di oltre 9,5 milioni di euro. I banchi di Nautilus ritirati da Figliuolo non sono quindi quelli “a rotelle” (in un primo momento Il Corriere della Sera aveva titolato un suo articolo del 4 ottobre con un riferimento ai banchi a rotelle, poi correggendolo con banchi monoposto).

Già pochi mesi dopo l’inizio dello scorso anno scolastico, come hanno riportato all’epoca diverse fonti stampa, alcuni presidi avevano iniziato a lamentarsi dei banchi portoghesi. Oltre a una dubbia qualità, i banchi Nautilus erano infatti troppo lunghi: 74 centimetri, contro i 60 della misura standard. Questa differenza, a detta di Pino Tilocca, uno dei primi dirigenti scolastici a far emergere il problema, non permetteva il rispetto delle norme antincendio: «Se li teniamo separati, non c’è spazio per i corridoi di sicurezza. Se li uniamo, salta il distanziamento di un metro per proteggersi dal contagio», aveva dichiarato Tilocca a novembre 2020.

Secondo quanto stabilito dalle specifiche tecniche del bando di Arcuri, i banchi con seduta tradizionale come quelli di Nautilus dovevano avere «una larghezza non inferiore a 60 centimetri e non superiore a 70». Dunque non è chiaro come sia stato possibile l’acquisto di banchi troppo lunghi e non conformi (su questo ci torneremo tra poco).

Che cosa ha deciso Figliuolo

Le rimostranze dei presidi sono state accolte dalla recente determina del generale Figliuolo, che in seguito a un’analisi merceologica fatta a luglio 2021 e una successiva riunione con il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, ha stabilito la non conformità generale di questi banchi.

Sempre la determina di Figliuolo ha deciso che il ritiro dell’arredo scolastico non idoneo è stato commissionato alla ditta Jet air service, che si occuperà di consegnarli in luoghi di custodia adatti, individuati dal Ministero della Difesa. Il compenso stabilito per Jet air service è di circa 170 mila euro, che vanno quindi ad aggiungersi agli oltre 7 milioni di euro pagati per i banchi.

Non è chiaro se questi banchi saranno restituiti alla ditta produttrice e se verrà chiesto un rimborso, oppure se questi arredi saranno destinati a un altro utilizzo.

Che cosa ha detto il ministro Bianchi

A questo proposito, il 6 ottobre il ministro Bianchi, rispondendo a un’interrogazione parlamentare sul tema, ha dichiarato che «il commissario Figliuolo sta gestendo il contenzioso scaturito da inadempimenti della ditta menzionata». Rimane aperta la questione che abbiamo anticipato poco fa: se i banchi di Nautilus superavano di 4 centimetri le misure massime stabilite dal bando dell’ex commissario, perché sono stati acquistati lo stesso?

A dare una risposta e una versione dei fatti è stato l’ex commissario Arcuri, che in una nota del 4 ottobre ha dichiarato: «La larghezza di tali banchi era stata giudicata idonea dalla Commissione giudicatrice», composta da un solo membro della struttura commissariale, e da «due dirigenti del ministero dell’Istruzione e due indicati dal Comitato tecnico scientifico di cui un dirigente dell’Inail». Secondo Arcuri, alla cessazione del contratto con Nautilus, avvenuto il 19 ottobre 2020 per inadempienze, erano inoltre stati consegnati solo «37 mila banchi» sui 100 mila totali. Quindi i banchi ritirati da Figliuolo sarebbero molti meno dei «110 mila» citati da alcuni politici.

Abbiamo contattato la struttura commissariale per avere chiarimenti sugli aspetti in sospeso (tra le altre cose, la quantità di banchi coinvolti), ma al momento della pubblicazione di questo articolo siamo ancora in attesa di chiarimenti.

In conclusione

Negli ultimi giorni l’ex ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina (M5s) ha avuto un botta e risposta con alcuni leader politici, secondo cui sarebbero stati ritirati 110 mila banchi a rotelle perché a rischio incendio. Abbiamo verificato e sia Azzolina che i suoi critici hanno commesso errori.

L’ex ministra ha ragione quando afferma che i banchi ritirati non sono quelli a rotelle, ma banchi tradizionali monoposto forniti dalla ditta portoghese Nautilus. E che il motivo del ritiro è dovuto all’eccessiva lunghezza dell’arredo scolastico in questione e non all’infiammabilità degli stessi.

È però sbagliato affermare, come fa Azzolina, che questi banchi non conformi sono stati ordinati dai dirigenti scolastici, dal momento che il bando vinto dalla ditta fornitrice è stato redatto dall’ex commissario Arcuri, e che l’idoneità degli stessi è stata certificata da una Commissione di cui facevano parte anche alcuni dirigenti del ministero dell’Istruzione.

Secondo una nota diffusa da Arcuri, inoltre, i banchi consegnati da Nautilus – e poi ritirati da Figliuolo – sarebbero solo 37 mila e non 110 mila. Per fare chiarezza su questo dato, e in generale sulla situazione, abbiamo contattato la struttura commissariale di Figliuolo, ma siamo in attesa di risposta.

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