Pubblicato: venerdì 17 settembre 2021
Photo: Ansa
Sulle classi “pollaio” il ministro Bianchi è un po’ approssimativo

Il 13 settembre è ricominciata la scuola in presenza per quasi 4 milioni di studenti in nove regioni italiane. Il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi (un tecnico, ma in area Partito democratico) ha inaugurato l’anno scolastico con una messaggio di auguri rivolto a studenti e studentesse, dove ha affermato, tra le altre cose, che «tornare a scuola in presenza significa anche trovare i nostri ambienti e gli spazi della nostra vita».

Proprio l’organizzazione degli spazi scolastici è però uno dei temi più complicati da gestire per presidi e personale amministrativo delle scuole italiane. Alle difficoltà derivanti dalla pandemia, tra distanziamento e controllo del green pass, si aggiunge infatti l’annoso problema del sovraffollamento delle aule. In questi giorni il ministro Bianchi ha ripetuto più volte che le classi sovraffollate – a detta sua «secondo la legge vigente, quelle sopra i 27 alunni» – corrispondono al «2,9 per cento del totale e sono concentrate nelle scuole superiori di periferia».

Abbiamo verificato i dati del ministero dell’Istruzione e Bianchi ha sostanzialmente ragione, nonostante alcune imprecisioni.

Che cosa sono le classi “pollaio”

Le classi sovraffollate, note più comunemente anche con il nome di “classi pollaio”, sono una vecchia conoscenza della scuola italiana: se ne parlava già ai tempi della riforma Gelmini e della renziana Buona Scuola. Ma quando può definirsi «sovraffollata» una classe scolastica?

Precisiamo subito che non esiste una definizione ufficiale di classe sovraffolata. In generale, con questa espressione, si intende una classe eccedente il limite di alunni previsto dalla normativa scolastica vigente. Tali limiti, come spiega il Ministero della Salute, sono stabiliti [1] dal decreto del Presidente della Repubblica n. 81 del 2009 e sono i seguenti: massimo 26 alunni per classe nelle scuole dell’infanzia e nelle primarie (elevabile a 27 se risultano resti nella distribuzione degli studenti per classe), 27 nelle secondarie di primo grado (elevabile a 28) e 30 nelle secondarie di secondo grado.

Discorso diverso per le classi che accolgono alunni diversamente abili: in questo caso il tetto massimo di alunni per classe è fissato a 20.

Per legge, quindi, un’aula è sovraffollata o meno a seconda del grado scolastico di riferimento. Lo stesso decreto n. 81 fissa a 27 il numero minimo di alunni necessario per costituire una classe nella scuola secondaria di secondo grado (la scuola superiore), numero che comporterebbe un sovraffollamento nelle scuole dell’infanzia e primaria.

Il decreto presidenziale sembra però essere in contrasto con un’altra norma tuttora in vigore e che legifera in materia di “affollamento” scolastico. Un decreto del ministero dell’Interno del 1992 in materia di norme preventive antincendio infatti, alla voce “misure per l’evacuazione in caso di emergenza” (art.5), afferma che «il massimo affollamento ipotizzabile è fissato in 26 persone per aula».

Il ministro Bianchi quindi, nell’affermare che «le classi sovraffollate secondo la legge vigente sono quelle sopra i 27», generalizza i limiti imposti dalla normativa vigente, citando un dato corretto per le scuole elementari e medie, ma non per le superiori, per le quali il numero minimo necessario per formare una classe è proprio 27 alunni.

Le classi sovraffollate in Italia

Stabilito che cosa si intenda per classe sovraffollata, vediamo adesso quante sono nelle scuole e se il ministro Bianchi ha ragione nel dire che sono «il 2,9 per cento del totale». Dati pubblicamente disponibili sulla materia non ce ne sono. Abbiamo così contattato il Ministero dell’Istruzione, che ha fornito a Pagella Politica un report dettagliato (qui consultabile).

L’anno scolastico 2021/2022 è iniziato con più di 331 mila classi totali, di cui 132 mila di scuola elementare, 79 mila di scuola media e 119 mila delle superiori. Di queste, precisano dal Ministero, il 2,5 per cento contiene più di 27 alunni, la soglia citata da Bianchi, che nella sua dichiarazione ha però riportato, in modo errato, un dato leggermente più alto (2,9 per cento).

Andando più nello specifico, le classi eccedenti il limite dei 27 alunni equivalgono allo 0,1 per cento tra le elementari, allo 0,9 per cento tra le scuole medie e al 6,5 per cento nelle superiori. Quest’ultimo numero così basso – nonostante secondo il decreto «le scuole di istruzione secondaria di II grado sono costituite con non meno di 27 allievi» – è possibile perché, come hanno riferito a Pagella Politica dal ministero, «il dirigente scolastico può ripartire le classi sulla base del numero totale di alunni nella scuola, e può quindi formare classi con meno alunni laddove non sia possibile partire dal minimo di 27».

In ogni caso, va specificato che per la normativa vigente il tetto massimo di alunni per aula alle superiori è di 30: con questa soglia, quest’anno le classi sovraffollate nelle nostre scuole superiori sono il 2 per cento del totale.

Per quanto riguarda la distribuzione delle classi sovraffollate, non ci sono stati forniti dati dal Ministero, che ha confermato però a Pagella Politica che sono concentrate, – come spiegato anche dallo stesso Bianchi – nella scuola secondaria di II grado, in particolare nelle periferie urbane e negli istituti tecnici. Questo perché, come spiegano dal Ministero, «nelle periferie sono presenti molti istituti tecnici specializzati, che raccolgono studenti provenienti dall’area metropolitana e da comuni più piccoli nei quali questo tipo di istituti non sono presenti».

In conclusione

Con l’inizio dell’anno scolastico e il ritorno alla didattica in presenza, si è riproposto nel dibattito pubblico il tema del sovraffollamento scolastico e delle cosiddette classi “pollaio”. Il ministro Bianchi ha dichiarato che questo problema riguarda «le classi superiori ai 27 alunni» e che sono «il 2,9 per cento del totale, concentrate negli istituti tecnici superiori delle periferie urbane».

Abbiamo verificato e, dai dati che ci ha fornito il Ministero dell’Istruzione, possiamo concludere che Bianchi è impreciso nel citare i dati ma ha ragione nella sostanza. Non esiste una definizione giuridica di classe sovraffollata ma, se la interpretiamo come una classe che eccede il limite di studenti posto dalla normativa vigente, il limite dei 27 alunni non è sempre valido. Infatti, nelle scuole superiori si alza a 30 studenti.

Per quanto riguarda le percentuali, i dati ministeriali certificano che le classi sovraffollate sono il 2,5 per cento del totale, quasi mezzo punto in meno rispetto al 2,9 per cento citato dal ministro. Sembra invece essere corretta la localizzazione territoriale di queste classi: il ministero conferma che sono concentrate negli istituti tecnici delle grandi periferie urbane.


[1] Precisamente al Capo III, Disposizioni specifiche per i diversi gradi di scuole, art. 9-19;

Logo
Logo