Pubblicato: mercoledì 18 agosto 2021
Cani e gatti sovranisti: così Salvini e Meloni puntano sugli «amici a quattro zampe» sui social

Se siete mai finiti sui profili social ufficiali di Matteo Salvini e Giorgia Meloni, vi sarete molto probabilmente accorti che da anni gli animali domestici, in particolare i cani e i gatti, sono uno degli argomenti più gettonati della loro comunicazione politica.

Per esempio, il 17 agosto Salvini ha pubblicato su Facebook la notizia che un cane «giocherellone» di razza jack russell, chiamato Leone, è diventato «il nuovo poliziotto a quattro zampe della Questura di Genova» (Figura 1). Soltanto due giorni prima, il 15 agosto, il leader della Lega aveva condiviso la storia di tre labrador, «dei veri eroi a quattro zampe» che il 10 agosto avevano soccorso a Sperlonga, nel Lazio, alcuni bagnanti.

Figura 1. Il post di Salvini dedicato a Leone, 18 agosto 2021 – Fonte: Pagina ufficiale Fb di Matteo Salvini

La stessa notizia è stata ripresa anche dalla presidente di Fratelli d’Italia Meloni, che il 13 agosto ha pubblicato anche un video su Facebook in cui chiede «tolleranza zero» per chi «abbandona i nostri amici a quattro zampe».

Abbiamo fatto un po’ di ricerche e questa passione social di Salvini e Meloni per cani e gatti – in post spesso arricchiti con emoji di cuori o baci – ha caratteristiche specifiche, uniche tra i leader di partito italiani e tra i colleghi di destra dei principali Paesi europei.

Prima di vedere il confronto tra i vari politici europei, analizziamo quali sono i formati più usati dal segretario della Lega e dalla presidente di Fratelli d’Italia.

Dagli eroi a quattro zampe alle violenze contro gli animali

Abbiamo visto poco sopra due tipologie di contenuto a tema “animali domestici”. In primo luogo, Salvini e Meloni pubblicano infatti periodicamente notizie di cani appartenenti alle forze dell’ordine e alle unità cinofile, anche in attività slegate a quelle della sicurezza o dei controlli anti-droga. Per esempio, lo scorso 28 marzo il leader della Lega ha postato su Facebook la foto di Zorro, un «cane poliziotto» che sotto una finestra ha salutato «il piccolo Emanuele, in una pausa della lezione a distanza».

In secondo luogo, da anni i due leader sfruttano le notizie di cani e gatti maltrattati o morti in circostanze tragiche, per promuovere un inasprimento delle pene per chi picchia o abbandona gli animali o per suscitare indignazione tra i propri follower. Andando indietro nel tempo, a luglio 2018 Meloni aveva per esempio pubblicato su Facebook una foto di Kaos, il «cane eroe del terremoto di Amatrice», morto avvelenato, scrivendo che Fratelli d’Italia aveva depositato «una proposta di legge per introdurre il divieto dell'impiego e della detenzione di esche e bocconi avvelenati per l'uccisione di animali e inasprire le pene già previste». A ottobre 2020 Meloni ha anche rilanciato un video di un ragazzino che prende a calci un gatto, commentando: «Come si può essere così cattivi e disumani verso un gatto indifeso?».

Una terza tipologia di contenuto a tema “cani e gatti” riguarda notizie curiose, senza un legame con le forze dell’ordine o con le violenze contro gli animali. Un esempio su tutti: lo scorso 24 giugno Salvini ha rilanciato sui social un articolo del Corriere della Sera, intitolato: “A Ravenna c’è la gatta dei record: Patata ha 32 anni e vive sull’albero”, nel dare la buonanotte ai suoi follower (Figura 2).

Figura 2. Il post di Salvini dedicato a Patata, 24 giugno 2021 – Fonte: Pagina ufficiale Fb di Matteo Salvini

Infine, una quarta e ultima tipologia di post sui social riguarda le ricorrenze, come le giornate mondiali dedicate agli animali domestici. Quella del gatto è spesso celebrata da Meloni con una foto del suo gatto Martino, preso nel 2015. Curiosità: all’epoca La Repubblica dedicò una fotogallery ai commenti dei follower della leader di Fratelli d’Italia, che sui social aveva chiesto suggerimenti su come chiamare il suo nuovo gatto.

In termini di reazioni e condivisioni, foto e link dedicati a cani e gatti premiano la comunicazione social dei due leader? La risposta a questa domanda non è così netta.

Molti post, interazioni dipende

Prendiamo in considerazione i primi 18 giorni di questo agosto 2021. Il leader della Lega ha pubblicato su Facebook nove post dedicati agli animali: uno ogni due giorni. La media di Meloni è stata invece più bassa, circa un post ogni quattro giorni circa (di cui uno dedicato a Martino, Figura 3).

Figura 3. Il post di Meloni dedicato su Fb a Martino, 4 agosto 2021 – Fonte: Pagina ufficiale Fb di Giorgia Meloni

Questi contenuti ottengono un successo maggiore rispetto agli altri, per esempio in termini di interazioni, ossia reazioni, commenti o condivisioni? La risposta è: dipende.

In base ai dati di Crowdtangle – uno strumento di Facebook che permette di analizzare le statistiche delle pagine social – la metà dei post di Salvini a tema animali ha registrato numeri più alti della media, l’altra metà più bassi. Discorso analogo vale anche per Meloni. Con un confronto spannometrico, sembra dunque che soltanto in alcune occasioni cani e gatti diano ai due leader qualche commento o condivisione in più rispetto a post dedicati ad altri temi, come l’immigrazione o le critiche per la gestione della pandemia.

È vero però che le interazioni sulle pagine di Meloni e Salvini hanno da tempo un andamento ondivago (Grafico 1). In base ai dati di Crowdtangle, l’interaction rate – che pesa il numero di interazioni dei post con quello dei follower – della pagina Facebook ufficiale di Meloni è passato dall’1,3 per cento circa di inizio 2020 a quasi il 2 per cento nel febbraio di quest’anno, per poi iniziare una continua discesa. Discorso simile vale per Salvini, che ha quasi 5 milioni di follower, contro i 2,3 milioni di Meloni.

Grafico 1. Interaction rate delle pagine Fb di Meloni e Salvini – Fonte: Crowdtangle

E gli altri leader europei?

In Italia, nella comunicazione social degli altri leader di partito, dal centrosinistra al centrodestra, passando per il Movimento 5 stelle, cani e gatti compaiono molto più sporadicamente rispetto a quanto avviene sulle pagine di Salvini e Meloni, quasi mai in uno dei quattro formati visti in precedenza. Per citare un esempio di un post simile a quello dei due leader di destra, si può ripescare un tweet di maggio 2019, quando l’allora presidente del Consiglio Giuseppe Conte aveva pubblicato un video con Zagor, «un amico a quattro zampe in forza ai nostri carabinieri».

Dunque, Salvini e Meloni sembrano essere un unicum in Italia, tra segretari e presidenti di partito, nel come sfruttano cani e gatti nella loro comunicazione politica.

Discorso analogo, anche se con sfumature diverse, vale se si allarga lo sguardo e si prendono in considerazione anche gli altri leader di destra dei principali Paesi dell’Unione europea, in Francia, Spagna e Germania.

Prendiamo l’esempio di Marine Le Pen, presidente del Rassemblement National, il principale partito nazionalista francese. A differenza di Salvini e Meloni, Le Pen (qui i suo profili Facebook, Instagram e Twitter) non pubblica con costanza foto o video di animali eroi o maltrattati, ma ogni tanto ricorda la propria passione per gli animali, in particolare i gatti, con una comunicazione, per così dire, più istituzionale (Figura 4).

Figura 4. Un post Instagram di Le Pen in cui augura buon fine settimana ai suoi follower, 11 giugno 2021 – Fonte: Pagina ufficiale Instagram di Le Pen

Per esempio, lo scorso 8 giugno Le Pen ha pubblicato su Twitter alcune foto di una sua visita a un centro di anti-abbandono felino, scrivendo: «Tutti conoscono l’importanza che attribuisco alla protezione degli animali, che è un indicatore di civiltà». Il 10 aprile, in un’intervista televisiva, la leader del Rassemblement National ha sottolineato che «i gatti, e gli animali in generale, sono una parte molto importante della mia vita» che si possa misurare l’umanità di una persone «dal modo in cui li tratti».

Cani e gatti sono invece pressoché assenti sui profili social di Santiago Abascal, leader del partito spagnolo di destra Vox (Facebook, Instagram e Twitter), e di Jörg Meuthen (Facebook, Instagram e Twitter) e di Tino Chrupalla (Facebook, Instagram e Twitter), che presiedono il partito tedesco di destra Alternative für Deutschland.

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