Pubblicato: giovedì 1 gennaio 1970
Virus 2013/2014 Puntata 9 - Luoghi comuni sulle donne

21 marzo 2014 - Per la puntata di stasera Pagella Politica ha analizzato una serie di luoghi comuni sulla situazione politica, economica e sociale delle donne in Italia.

LUOGO COMUNE #1 - "IN ITALIA CI SONO POCHE DONNE IN PARLAMENTO"

Il luogo comune ci vuole particolarmente retrogradi per rappresentazione femminile in Parlamento. In realtà per una volta – e grazie soprattutto all’ultima tornata elettorale che ci ha fatto scalare trenta posizioni – non siamo messi così male, anzi. In cima alla classifica stilata dall'Inter-Parliamentary Union (che si focalizza sulla sola Camera "bassa") troviamo Paesi che forse inaspettati: il Rwanda, poi Andorra e Cuba. L’Italia si colloca al 31° posto con il 31,4% di deputate donne. Fanno meglio di noi Spagna e Germania ma peggio di noi Francia, Regno Unito e – di gran lunga – Stati Uniti. In fondo alla classifica troviamo Paesi come lo Yemen allo 0,3%.

Per quanto riguarda le relative proporzioni dei tre partiti principali, alla Camera la percentuale più alta è del Partito Democratico con 37,5% di deputate, seguiti da M5S e Forza Italia. Al Senato invece percentuali più alte per i 5 Stelle che sono quasi pari tra donne e uomini, poi il PD con il 40,7% e molto indietro Forza Italia con il 15%. Questa variabilità interna non toglie dal fatto che il luogo comune “In Italia ci sono poche donne in Parlamento” è falso.

LUOGO COMUNE #2 - "LE DONNE GUADAGNANO IN MEDIA MOLTO MENO DEGLI UOMINI"

Anche in questo caso un confronto con altri Paesi può sorprendere. Nella grafica si vede la differenza percentuale tra stipendi maschili e femminili. In tutta Europa gli uomini guadagnano più delle donne. Ma in Italia questa differenza è tra le più basse. In Germania un uomo guadagna il 22% in più di una donna, in Italia questa differenza è del 6,7%. Questa statistica un po’ sorprendente è stata oggetto di vari studi. Una spiegazione è che le donne in Italia hanno molto più spesso degli uomini lavori part-time, quindi con stipendi orari comparabili ma annuali molto minori. In secondo luogo la partecipazione complessiva delle donne al mercato del lavoro è molto bassa. Meno di una donna su due in Italia lavora, una proporzione di quasi venti punti più bassa della media europea. Ciò non toglie che non si riscontra una discrepanza particolarmente elevata tra uomini e donne nelle retribuzioni medie orarie. Per Pagella Politica questo luogo comune è falso.

LUOGO COMUNE #3 - "LE DONNE SONO ESCLUSE DAI 'PIANI ALTI'"

Abbiamo visto che ci sono poche donne nel mercato del lavoro. Ne dovrebbe conseguire che ci sono poche donne nelle posizioni di responsabilità. Effettivamente è vero. Secondo gli ultimi dati dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro appena il 22% delle posizioni manageriali nelle grandi aziende o nella PA in Italia è occupato da donne. Passando dai dirigenti ai leader politici, i dati OpenPolis ci dicono inoltre che nonostante la buona presenza in Parlamento vista prima le donne ricoprono poche posizioni apicali nelle amministrazioni locali. Sono donne appena 3 su 106 sindaci di città capoluogo, e 2 presidenti di regione su 20. Qui c’è poco da sfatare. Per Pagella Politica il fatto che le donne in Italia siano poco rappresentate nei piani alti è un luogo comune che trova riscontro nei dati.

LUOGO COMUNE #4 - "LE DONNE SI LAUREANO PIU' DEGLI UOMINI"

Questo luogo comune è vero due volte. In primo luogo ci sono più studentesse iscritte che studenti. Nel 2011 per ogni 100 studenti universitari maschi c’erano 136 studentesse femmine. Questa disparità diviene ancora più marcata al momento della laurea quando la proporzione diventa di 100 a 153. Dal punto di vista del corpo studenti quindi le donne "vincono" in università. Per quanto riguarda il corpo docenti è vero l’opposto (ci sono più uomini che donne). Ciò non toglie la veridicità del luogo comune sugli studenti. Per Pagella Politica questa dichiarazione è vera.

LUOGO COMUNE #5 - "DONNE AL VOLANTE, PERICOLO COSTANTE"

Qui ovviamente si tratta più che di uno stereotipo di vero e proprio sessismo. Proprio per questo è il caso di guardare quali dati sono disponibili per misurare il fenomeno. Abbiamo preso i dati degli incidenti stradali imputabili a un conducente divisi per genere e rapportato al numero di patenti attive registrate da donne euomini. Come si può vedere per ogni 1.000 uomini patentati ci sono 6,9 incidenti stradali. Questo rapporto è pari a meno della metà per quanto riguarda le donne. E’ evidente che non basta questo per ribaltare la situazione e attribuire agli uomini una guida pericolosa – si dovrebbe ad esempio raccogliere dati sul numero di kilometri percorsi da uomini e donne – ma è più che sufficiente per smentire questo odioso luogo comune.

Logo
Logo
Logo
Logo