Pubblicato: mercoledì 7 aprile 2021
Photo: Ansa
Non è un governo per giovani: tutti i dati sugli esecutivi italiani per età

A differenza di quanto avviene per la Camera e il Senato, o per la carica di presidente della Repubblica, non esiste limite di età in Italia per diventare membro del governo, sia come presidente del Consiglio che come ministro o sottosegretario.

Ma i dati mostrano che il criterio anagrafico ha avuto un peso nell’orientare la formazione degli esecutivi del nostro Paese. Quali sono stati i governi con l’età media più alta e più bassa dal 1946 a oggi? Chi sono stati i ministri e i sottosegretari più giovani e quelli più anziani? E i partiti che hanno più spazio alle nuove leve? Abbiamo analizzato che cosa dicono i numeri.

I dati sui governi

Tecnico significa anziano

Nella storia repubblicana i governi con l’età media più alta all’insediamento (considerando ministri e sottosegretari) sono stati quelli guidati da presidenti del Consiglio non espressi dai partiti. I governi Monti (60,39 anni), Dini (58,87) e Ciampi (55,97) sono in cima alla classifica degli esecutivi più vecchi, a fronte di un’età media complessiva di 52,56 anni.

Questo dato è solo parzialmente sorprendente, se si considera che molti membri dei governi tecnici sono stati scelti proprio per la loro esperienza, maturata in anni di lavoro nella pubblica amministrazione, nell’università o nelle professioni.

I governi più recenti sono tra quelli più giovani

Nell’ultimo decennio si è assistito a un deciso ringiovanimento degli esecutivi. I governo Gentiloni (53,52) e Berlusconi IV (53,58) sono gli unici con una età media di poco superiore a quella complessiva. Gli esecutivi Letta e Draghi superano di poco i 52 anni, mentre il governo Renzi si attesta intorno ai 50.

I record di Conte

I governi Conte I (46,30) e Conte II (47,36) si distinguono invece per l’età media più bassa dal 1946 a oggi. Questo dato è in parte effetto della presenza al governo del Movimento 5 Stelle, le cui delegazioni ministeriali negli esecutivi guidati da Giuseppe Conte avevano un’età media intorno ai 42 anni, tra le più giovani dell’intera storia repubblicana.

I dati sui presidenti del Consiglio

Premier più anziani di ministri e sottosegretari

Tra le varie cariche di governo, il presidente del Consiglio ha in genere l’età media più alta al momento della nomina. Dal 1946 a oggi, l’età media dei presidenti del Consiglio si è attestata intorno ai 58 anni, contro i 55 dei ministri e i 51 dei sottosegretari.

Il doppio primato di Fanfani

Amintore Fanfani è stato per ben due volte il presidente del Consiglio più anziano, guidando i suoi ultimi due esecutivi all’età di 74 e 79 anni. In quest’ultimo caso – il Fanfani VI – l’allora presidente del Senato fu chiamato a guidare un esecutivo “balneare” di brevissima durata (aprile-luglio 1987).

Curiosità: fino al 1987 – quando Giovanni Goria stabilì un nuovo record – Fanfani detenne anche il record di presidente del Consiglio più giovane, grazie alla sua nomina nel 1954 all’età di 45 anni.

Il cursus honorum della prima Repubblica

Al netto di qualche eccezione (come Bettino Craxi), nel corso della prima Repubblica tutti i presidenti del Consiglio sono arrivati alla massima carica di governo dopo varie esperienze come ministri e sottosegretari. Era dunque inevitabile che i presidenti del Consiglio fossero mediamente più anziani degli altri membri di governo.

Giovanni Goria, a 43 anni il più giovane presidente del Consiglio prima di Matteo Renzi, fu per esempio nominato sottosegretario al Bilancio a 37 anni e ministro del Tesoro a 39. La sua ascesa alla massima carica arriverà nel 1987, a sei anni dalla prima esperienza di governo.

Gli “inesperti” della seconda Repubblica

A partire dalla seconda Repubblica, possedere una precedente esperienza di governo – e talvolta persino in Parlamento – non è stato più un requisito fondamentale per diventare presidenti del Consiglio.

Berlusconi, D’Alema, Monti, Renzi, Conte e da ultimo Draghi non avevano ricoperto alcuna carica nell’esecutivo prima di essere nominati a capo del governo per la prima volta. Ciononostante, l’età media dei presidenti del Consiglio nella seconda Repubblica è cresciuta fino a oltre 59 anni.

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Grafico 1. L’età dei presidenti del Consiglio al momento della nomina – Fonte: I governi italiani ai raggi X

I ministri e i sottosegretari

I primati di Di Maio e Meloni

Nominati entrambi all’età di 31 anni, Luigi Di Maio e Giorgia Meloni detengono il record di ministri più giovani della Repubblica, rispettivamente tra quelli con e senza portafoglio.

I due sottosegretari del Pci con 26 anni

I membri del governo più giovani in assoluto sono stati tuttavia Vincenzo Cavallari e Francesco Moranino, sottosegretari al Tesoro e alla Difesa nei governi De Gasperi II e De Gasperi III in rappresentanza del Partito comunista italiano (Pci), nel 1946-1947. Entrambi partigiani e membri dell’Assemblea Costituente, Cavallari e Moranino furono nominati sottosegretari all’età di 26 anni.

I 45 anni di Andreotti

Ai due esponenti del Pci seguirà Giulio Andreotti, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio nel 1947 a soli 28 anni. Andreotti diverrà successivamente ministro dell’Interno a 35 anni e presidente del Consiglio a 53. La sua esperienza di governo durerà 45 anni, terminando nel 1992 alla guida del suo settimo esecutivo.

Lo strano primato di Savona

L’ex ministro degli Affari Europei Paolo Savona è stato il più anziano a essere mai stato nominato in un governo – tra l’altro nel governo più giovane della storia repubblicana, il Conte I.

Savona è anche l’unico ministro, assieme ad Amintore Fanfani ai tempi del governo De Mita (1988-89), ad avere più di 80 anni al momento della nomina.

Sottosegretari: non è un mestiere per over 70?

È invece più raro trovare ministri ultra-settantenni tra i sottosegretari. Nella prima Repubblica, i posti da sottosegretario erano spesso riservati a giovani membri di partito con poca esperienza.

Dal 1994 in poi, invece, è invece più comune trovare tecnici con una lunga esperienza professionale o esponenti di partiti minori della coalizione. Tra questi ultimi rientra Aurelio Salvatore Misiti, nominato nel 2011 viceministro delle Infrastrutture e ai Trasporti nel governo Berlusconi IV all’età di 76 anni, diventando così il sottosegretario più anziano della storia repubblicana.

I dati sui ministeri

Ma ci sono differenze di età tra i diversi dicasteri?

La rivoluzione agli Esteri

I ministri degli Affari esteri hanno complessivamente l’età media più alta alla nomina tra quelli con portafoglio (60,38). Soprattutto nella prima Repubblica, la Farnesina era riservata agli esponenti politici di più lungo corso. Il socialista Pietro Nenni e il repubblicano Carlo Sforza – quest’ultimo nominato in ben quattro esecutivi consecutivi – sono infatti i due ministri degli Affari esteri più anziani della Repubblica.

Un trend opposto a quello dell’ultimo decennio, che ha invece visto alternarsi alcuni tra i ministri degli Esteri più giovani. Ne sono esempio Angelino Alfano (a 46 anni), Federica Mogherini (a 40), e l’attuale titolare Luigi Di Maio, nominato alla Farnesina a 33 anni.

Anche la Giustizia è tra i più anziani

Un altro dicastero che ha spesso richiesto la nomina di ministri di lungo corso è quello alla Giustizia, dove l’età media supera i 58 anni. Tra i ministri più anziani vi sono, ad esempio, Giuliano Vassalli e Oronzo Reale, nominati rispettivamente a 74 e 72 anni. Per entrambi fu l’ultimo dei loro incarichi alla testa di un ministero. Ma il record spetta a Luigi Scotti, nominato a 76 anni in sostituzione di Clemente Mastella al crepuscolo del secondo governo Prodi.

La gioventù all’Agricoltura

Il ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali – nome cambiato più volte dal referendum del 1993 – è invece quello con l’età media più bassa (50,7 anni). Il ministro più giovane della storia è stato Emilio Colombo, nominato a 35 anni e tre mesi dopo sette anni in cui ricoprì vari incarichi da sottosegretario.

La tendenza a nominare giovani ministri alla guida del dicastero all’Agricoltura è continuata anche negli anni della seconda Repubblica. Tra i trentenni e i quarantenni nominati ministri delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali vi sono, ad esempio, Maurizio Martina (a 35 anni) e Nunzia De Girolamo (a 37) nei governi Renzi e Letta, o Paolo De Castro e Luca Zaia, nominati a 40 anni da D’Alema e Berlusconi.

In conclusione

L’età non è un requisito obbligatorio per entrare a far parte di un governo. Eppure le differenze anagrafiche tra le varie cariche di governo suggeriscono che l’esperienza è un fattore importante ai fini dell’assegnazione degli incarichi.

Specialmente nella seconda Repubblica, si sono susseguiti tanto i governi più vecchi che quelli più giovani. L’alternanza dei partiti al governo, e ancora più quella tra governi a guida tecnica e a guida politica, ha influito sul profilo anagrafico degli esecutivi.


Questo articolo fa parte di una serie di approfondimenti per fotografare, dati alla mano, l’evoluzione dei governi italiani dal 1946 ad oggi. Le statistiche utilizzate provengono dal progetto “I governi italiani ai raggi X”, sviluppato da Il Sole 24 Ore e Pagella Politica, sulle elaborazioni di Andrea Carboni, ricercatore alla University of Sussex.

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