Pubblicato: giovedì 1 gennaio 1970
Virus 2013/2014 Puntata 8 - Luoghi comuni sulle tasse

14 marzo 2014 - La puntata di oggi si concentra su alcuni luoghi comuni relativi alle tasse, in seguito all’annuncio di Renzi di tagliare Irap e Irpef.

LUOGO COMUNE #1 - “ABBIAMO IL CUNEO FISCALE PIU’ ALTO TRA I PAESI RICCHI”

Nella grafica vediamo il peso del cuneo fiscale sul totale del costo del lavoro nei Paesi Ocse per un dipendente che guadagna lo stipendio medio senza persone a carico. In blu è la tassa sul reddito (la nostra Irpef), in bordeaux i contributi a carico del dipendente mentre in verde quelli a carico del datore di lavoro. Come si può vedere non deteniamo il record. Con il cuneo fiscale al 47,6% del costo del lavoro eravamo tra i peggiori, ma ad esempio il Belgio ci ‘batte’ di quasi 9 punti, e il cuneo fiscale è più ampio anche in Francia, Germania, e Austria. Per Pagella Politica questo luogo comune è un’esagerazione.

LUOGO COMUNE #2 - "IN ITALIA LE IMPRESE PAGANO MOLTE PIU’ TASSE CHE ALL’ESTERO"

Usiamo in questo caso i dati del rapporto Doing Business della Banca Mondiale e vediamo il total tax rate: ovvero il peso totale delle tasse come percentuale dei ricavi. L’indicatore è sicuramente imperfetto: non è il gettito registrato sul totale imponibile ma l’analisi di tutte le tasse pagate da un’impresa media definita in maniera abbastanza dettagliata. La metodologia però è applicata a tutti i Paesi del mondo e ci permette di fare un confronto internazionale. Il confronto è abbastanza deprimente. Siamo il 18° Paese con il più alto livello di tassazione sulle imprese e tra le economie grandi siamo indietro solo al Brasile. Fa poco meglio di noi la Francia, mentre decisamente meglio la Germania, gli USA, il Regno Unito. Questo luogo comune è purtroppo vero.

LUOGO COMUNE #3 - "L'IMU HA DIMEZZATO IL VALORE DELLE CASE"

Più che un luogo comune si tratta di uno slogan. Per molti commentatori l’Imu avrebbe avuto un impatto devastante sul valore delle case, addirittura dimezzandone i prezzi. Ovviamente definire una relazione causale diretta tra l’imposizione di una tassa e i prezzi del bene tassato non è semplicissimo in un momento di crisi economica quando la domanda si comprime anche per altre ragioni. Ma possiamo partire a monte e vedere se l’effetto denunciato è riscontrato. Nella figura sotto vediamo l’indice dei prezzi delle abitazioni dell’Istat. 100 è il valore a inizio 2010. Vediamo subito che da fine 2011, ovvero l’ultimo periodo prima dell’imposizione dell’Imu, i prezzi sono caduti. Trainati dal calo delle case già esistenti si è passati da 100,5% del valore 2010 al 92,2 nel terzo trimestree 2013. Questo è un calo consistente, ma ben lontano dal dimezzamento denunciato. Per Pagella Politica, questo slogan è falso.

LUOGO COMUNE #4 - “IN ITALIA AL GIOCO D’AZZARDO VINCE SEMPRE LO STATO”

Sarà vero come si dice che allo Stato non conviene poi così tanto ridurre questo vizio perché porta dentro molti generosi introiti? Difficile poter dire quanto la legislazione in materia sia più o meno influenzata dagli incassi dell’erario. Anche perché è probabile che i costi sociali e economici dell’eccesso siano alti. Certo è che il gettito derivante: dalla tassazione sul gioco d’azzardo in Italia è un record europeo. Secondo i dati Eurostat con 7,6 miliardi di euro di introiti nel 2012 il gioco d’azzardo ha portato nelle casse dello Stato più del doppio di ciò che è fruttato in altre economie comparabili come Regno Unito e Francia e più del quadruplo di Germania e Spagna. Questo gettito nel 2012 era quasi il doppio dell’Imu sulla prima casa.l’Italia è anomala tra le grandi economie europee nel ricavare dal gioco d’azzardo entrate così significative. Per Pagella Politica questo luogo comune ha delle fondamenta di verità.

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